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Angelo Mezzanotte

di Renata Contini

Voglio qui ricordare e onorare l’opera del maestro marchigiano Angelo Mezzanotte, fotografo,  poeta e grande ricercatore spirituale, scomparso nel 2009, e a lui dedico il lavoro della mia associazione.
I suoi insegnamenti, il suo misticismo, la sua arte e il suo stile di vita semplice e riservato, sempre a stretto contatto con la natura, rimangono un punto di riferimento e un grande esempio per me e tutti coloro che lo hanno conosciuto.
Con lui ho condiviso per anni il forte senso religioso della vita e il grande amore per la natura e la montagna, ed in particolare per quei monti azzurri che guardano al mare, la Sibilla ed il Vettore, simboli di congiunzione delle forze maschili e femminili, luoghi di forza carichi di energie sottili che irradiano effetti benefici che favoriscono la meditazione, la trascendenza e la guarigione.
Ed è con serena gioia che propongo in questo sito alcune sue opere fotografiche con scritti e riflessioni a scopo puramente simbolico e rappresentativo, tanto è vasta la sua produzione artistica di poesie, scritti mistici e foto da tutto il mondo.
La sua arte è frutto di una ricerca ardente, a volte molto faticosa, dal punto di vista sia fisico che spirituale e nel raggiungimento della sublime bellezza le sue opere si sono dimostrate ineguagliabili, dimostrandosi più volte in grado di armonizzare lo spirito e addirittura guarire.

BIOGRAFIA

Angelo Mezzanotte, nasce nel 1943 a Loreto, nelle Marche. Inizia ad interessarsi alla fotografia sin da bambino, per gioco e per curiosità.
A diciassette anni si imbarca come mozzo di coperta, navigando successivamente come ufficiale radiotelegrafista, per diversi anni, su navi mercantili di vario genere.
Incoraggiato dalle occasioni fornitegli dai numerosi viaggi, soprattutto da quelli aventi per meta paesi esotici, coltiva in maniera crescente la passione per la fotografia.
Passione che si trasformerà in mestiere, allorché, successivamente ad un fortuito incontro con il pugile Cassius Clay nel ’71, durante una “franchigia” a Filadelfia, la “Domenica del Corriere”, pubblicando in copertina una delle foto scattate in quella occasione, alla vigilia del primo “match” per il titolo mondiale dei massimi contro Joe Frazier, gliene fornirà l’occasione.
Entra poco dopo alla Publifoto di Milano come assistente di studio, dove pratica la fotografia industriale e pubblicitaria, successivamente quella giornalistica con Nando Carrese, realizzando servizi sia in Italia che all’estero.
Pubblica un libro di immagini in bianco e nero, con la collaborazione dell’amico Marco Marchioni, sulla Spagna franchista, dal titolo “Viento del pueblo” (Corbo e Fiori Editori, Padova).
Trasferitosi a Bologna, inizia una proficua attività nell’ambito della fotografia di ambiente, di architettura e dei personaggi del mondo dell’arte.
Risalgono a quel periodo i servizi realizzati per conto degli architetti Pancaldi, Zacchiroli ed Op’land, soprattutto in relazione a progetti collegati all’area fieristica di quella città, per il cui Ente realizzerà anche una lussuosa monografia, così come i ritratti di Giacomo Manzù, Augusto Müren, Trüde Whener ed altri.
Apre successivamente uno studio a Fabriano, città originaria da parte di suo padre, dedicandosi per alcuni anni alla fotografia industriale.

Appassionatosi alla vela, nel ’77, partecipa alla seconda edizione della “Whitbread round world race” (regata velica intorno al mondo), a bordo dell’imbarcazione “B&B-Italia”.
In quell’occasione realizza, oltre a numerose foto pubblicate soprattutto da riviste del settore nautico, un filmato in 16 mm. che, con la regia di Adriano Dimajo e con il titolo “20.000 leghe sopra i mari”, verrà trasmesso dalla RAI, nonché da televisioni straniere.
Di ritorno dopo sei mesi, riceve l’incarico da parte della Regione Marche di produrre immagini per un calendario avente per soggetto le montagne della regione, e una multivisione dal titolo “Vivere le Marche”.
È in questa occasione che scopre il magico fascino delle alture ed in particolare dei Monti Sibillini, iniziando a rivolgersi al paesaggio.
Pubblica nel ’91, con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, un lussuoso volume intitolato “Nel regno della Sibilla”, che rappresenta una prima sintesi della sua più che ventennale ricerca, effettuata nell’ambito dell’area dei Sibillini, anche in riferimento a miti e tradizioni che ivi si tramandano da secoli.
Seguono due libri dal titolo, “Assisi-Calendimaggio-Festa di primavera” (Petruzzi Editore, Città di Castello) e “Umbria-Terra di magie” (Ediart-Todi).
Partecipa a mostre, sia personali che collettive, in Italia e all’estero e, nonostante la scelta, maturata successivamente ai viaggi in Terra Santa, Egitto e Monte Athos, di ritirarsi a vivere, prima, per alcuni anni, sulle colline umbre prima, e alle pendici della “sua montagna”, la Sibilla, poi, dove ha continuato a risiedere fino alla sua scomparsa nel 2009, continuando a portare avanti, sia pure con altri ritmi ed aspettative, l’ormai inscindibile connubio con la fotografia, in cui la natura acquista in maniera crescente il ruolo di incontrastata protagonista, con l’intento di attingervi sempre più ispirazione e declamarne sempre meglio le lodi.

La sua ultima pubblicazione “Visioni” è del 2002 e lo ha visto al contempo autore ed editore. Il lavoro, testimonianza e sintesi del suo misticismo, laddove l’uomo tende a creare un legame inscindibile con la Natura e il Trascendente, ha riscosso sempre più nel tempo, un notevole successo di pubblico e di critica.
Riposa a Montemonaco alle pendici della sua amata “Sibilla”.