Sull’armonia

Tutto questo avvenne alla vigilia del solstizio d'estate del '94, sul Monte Sibilla. Foto di Angelo Mezzanotte
Tutto questo avvenne alla vigilia del solstizio d’estate del ’94, sul Monte Sibilla. Foto di Angelo Mezzanotte

Nonostante non fossi particolarmente mattiniero, quella volta, come rispondendo ad un misterioso richiamo, mi destai all’improvviso ancor prima dell’alba.
Percepii a malapena un leggero chiarore filtrare attraverso il tessuto della tenda posta nei pressi della vetta della montagna, che era divenuta da qualche tempo la mia meta preferita.
Benchè cercassi di riprendere sonno, ben presto mi svegliai del tutto ed uscii all’aperto.
Una volta fuori, la causa di quel prematuro risveglio sembrò avvolgermi come in un tenerissimo abbraccio.
Ciò che vidi e provai rappresentava la sintesi inequivocabile di quanto avevo da sempre cercato: l’Armonia si esprimeva in modo eccelso attraverso la luce ed i colori di un’aurora appena accennata, quantunque radiosa.
La cima affilata del monte sembrava voler indicare lo spicchio di luna che lo sovrastava di poco, come ad una coppa traboccante del cristallino azzurro cobalto del cielo al risveglio.
Ogni elemento appariva complementare all’altro.
C’era uno straordinario equilibrio in tutto, come fossi quell’immagine del Tutto.
In quel momento seppi, senza ombra di dubbio, come la domanda e la risposta siano intimamente connesse, anche se lo si comprende solo nell’istante in cui si vive una particolare situazione, e come la ricerca si dissolva in ciò che si è cercato nel momento stesso che lo si trova.
Sperimentai che non c’era separazione alcuna con la montagna, il cielo, la luna, dei quali ne avevo ricolmo lo sguardo e l’essere.
Non esisteva pluralità.
L’Uno sembrava manifestarsi in ogni singola forma, nella luce, nei colori, in me.
L’armonia non era più un concetto, un segreto. Era lì, completamente arresa. Come lo ero io.

Angelo Mezzanotte
(tratto dal libro “Visioni”, ed. Aur-Ora )