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“Chi cura i curanti”

Di Enrica Lisi.

Un epilogo stupefacente per il progetto promosso dalla Asl RMF e finanziato dalla Fondazione Ca.Ri.Civ. denominato “Chi Cura i Curanti”. Un’iniziativa improntata sul benessere organizzativo, i cui risultati sono stati esposti ieri mattina presso la sala convegni della Fondazione. L’ente ha provveduto all’acquisto del così denominato test OPRA (misurazione dello stress lavoro – correlato) per un valore di 3.265 euro.

“Si tratta di un questionario molto complesso – spiega la responsabile del progetto Jole Calvigioni, psicologa e assistente sociale presso un Ser.t – senza il quale non sarebbe stato possibile misurare gli effetti terapeutici di questa tecnica”.

Protagonisti dell’iniziativa, cinquantasei operatori di varie professionalità degli istituti penitenziari di via Tarquinia e del Super Carcere di Aurelia, i quali per sei mesi hanno imparato, grazie appunto all’aiuto della dott.ssa Calvigioni e dei suoi collaboratori, ad utilizzare tecniche psico – corporee, in particolar modo quella della respirazione che potrà essere, poi, da loro praticata quotidianamente. “Spesso –continua la dott.ssa Calvigioni – chi si cura degli altri non si cura di se ed è qui che entra in gioco il nostro lavoro sul Rebirthing Transpersonale”. Tecniche, accolte positivamente dalle due direttrici degli istituti penitenziari, Silvana Sergi e Patrizia Bravetti, di cui ne beneficeranno non solo gli operatori ma anche i detenuti.

Il dottor Quintavalle ha ringraziato il presidente Cacciaglia per il suo prezioso contributo, tutti coloro che hanno lavorato e reso possibile questa iniziativa in particolare, le dott.sse Bravetti e Sergi.

“Ho voluto fortemente questo progetto così come tutto il gruppo Ser.t – spiega Quintavalle. L’obiettivo era quello di creare un ambiente positivo al fine di migliorare il benessere organizzativo degli operatori e dei detenuti. Riuscire, quindi, a superare le proprie difficoltà psicologiche così da avere una miglior conoscenza del sé. È grazie alla Fondazione – prosegue il direttore sanitario – se stiamo riuscendo ad avere una continuità permanente nei vari progetti, in particolare in quello della dott.ssa Calvigioni che – conclude Quintavalle – verrà esportato anche nelle altre carceri e nel day hospital oncologico dell’ospedale San Paolo”.

“Un progetto – spiega la dott.ssa Annarita Mattera, psicologa Ser.t – che nasce da un’esigenza delle varie amministrazioni penitenziarie di tutta Italia di migliorare il benessere del personale sia penitenziario che amministrativo”.

Il presidente Cacciaglia ha parlato di un progetto sperimentale che non sarà circoscritto soltanto al mondo penitenziario.

“Si tratta – spiega Cacciaglia – di un’iniziativa molto difficile e dura poiché si sa, l’ambiente carcerario rivela molte problematiche ma con la regia della Asl si possono fare grandi cose. Grazie ai risultati positivi di questo progetto, mi auguro che molte precarietà possano essere risolte o quanto meno attenuate”.

Il vice presidente della Fondazione, il dottor Enrico Iengo, ha voluto, invece, precisare che il progetto non ha avuto costi aggiuntivi.

“Sono queste iniziative, quelle con un basso costo a marciare di più – dichiara Iengo – e credo come medico sia fondamentale estendere queste tecniche anche in altri ambiti come ad esempio quello della polizia, dei carabinieri o degli ospedali così da diffonderne i benefici e non rimanere fine a se stessa”.