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Coscienza e campo unificato

“I fisici tendono ad essere sorpresi quando sentono parlare per la prima volta della connessione tra coscienza e campo unificato. Essi non sono abituati a parlare di coscienza, molti di loro conoscono a malapena il termine.
Chi studia le scienze fisiche è raramente esposto alla parola “coscienza”.
Sono presi nello studio della materia e nel corso degli anni sviluppano una visione molto materialista del mondo intorno ad essi.
Quindi anche quando, come ricercatori o insegnanti, esplorano le aree profonde e sottili della meccanica quantistica, tendono a mantenere una prospettiva altamente oggettiva e materialistica.
Con gli studenti del corso di fisica della Maharishi University of Management abbiamo visitato il Fermilab, vicino a Chicago, e abbiamo avuto un esperienza interessante.
Abbiamo assistito ad una bella presentazione sul campo unificato tenuta un ricercatore.
Egli era cosi sicuro riguardo alla sua comprensione del soggetto al punto di sembrare presuntoso.
Essendo sicuro di poter rispondere a ogni domanda sulla materia, ha invitato gli studenti a rivolgergli qualunque domanda su qualunque aspetto della realtà.
La prima domanda di uno dei nostri studenti fu “Qual è la relazione tra campo unificato e coscienza?” Il ricercatore venne preso completamente alla sprovvista. Chiese “Coscienza? Che cosa è?” La coscienza era completamente al di fuori della sua visione del mondo.
Di instino avrebbe rifiutato qualunque idea che proponesse il campo unificato come coscienza, semplicemente perché il campo unificato era una realtà di tale grandezza per cui, secondo lui, la coscienza non esisteva del tutto o, se esisteva, era qualcosa di minore importanza.
Quello che gli mancava era la giusta prospettiva.
Non c’era nulla di sbagliato nelle sue equazioni o nella comprensione che aveva del campo unificato. Il suo problema era l’assoluta mancaza di comprensione della coscienza, una cosa abbastanza frequente nel suo campo.
La buona notizia è che quei fisici che hanno invece investito del tempo esplorando la natura della coscienza tendono a giungere alla stessa conclusione: la coscienza non è, e non può essere, soltanto un fenomeno superficiale di pertinenza del cervello. Questa logica semplicemente non regge ad un attento scrutinio. La coscienza non può emergere dalla materia.
Per quanto il pensiero, il processo cognitivo, la memoria e le esperienze sensoriali siano intimamente legate al funzionamento del cervello, il fenomeno della coscienza in se, il fenomeno della soggettività e dell’esperienza, non può emergere dalla materia.
La coscienza deve essere fondamentale nella sua natura, in ultima analisi deve essere una qualità del campo unificato.
E di questi tempi è interessante lavorare con un numero sempre maggiore di fisici che sono giunti a questa conclusione.”
John Hagelin

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Il Dottor John Hagelin, fisico quantistico di fama mondiale, è un educatore, esperto di politica e sostenitore della pace.
Dopo aver completato il dottorato in fisica alla Harvard University, il Dottor Hagelin ha condotto ricerche presso il CERN (European Center for Particle Physics) di Ginevra e lo SLAC (Stanford Linear Accelerator Center) in California.
I suoi contributi allo sviluppo della teoria del campo quantico vengono ampiamente citati nella lettetura scientifica.
Come riconoscimento per il suo lavoro gli stato conferito il prestigioso Kilby Award, assegnato a quegli scienziati che hanno dato un contributo significativo alla società attraverso le proprie ricerche scientifiche e tecnologiche.