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Il viaggio sacro nella Terra

Il viaggio piu’ avventuroso é il “ritorno” nel “ventre” della Terra.
Dea Madre che sostiene la vita.
“Sciamani”, turisti verdi, e fanatici del viaggio esplorano in lungo e in largo le terre piu’ selvagge per raggiungere foreste tropicali e deserti d’alta montagna.
Vero viaggio se si avrà il coraggio d’abbandonare i sentieri battuti per godersi l’avventura del vagabondaggio.

Cina: il Tao della Montagna
Con l’arte della “geomanzia” cinese, il Feng Shui, che vuol dire Vento e Acqua, si impara a camminare guidati dal “respiro della terra” che é pura energia cosmica. Un minestrone di “Qi” originario dove lo “Yang Qi”, forza maschia e solare incarnata nella figura di un bel drago si mischia allo “Yin Qi”, forza umida e femminile rappresentata dalla tigre.
Chi scala una montagna o attraversa un deserto non fa altro che riunire terra e cielo, armonizzando così lo Yin e lo Yang.
Chi pellegrina a regola d’arte compie allora un rito di autoguarigione che può anche curare il mondo.
In Cina i “camminatori spirituali” seguono un itinerario che conduce ai cinque monti sacri del “Tao”.
Il tao é il principio armonico che regola il mondo e chi scala i monti “prega” e pratica l’arte del “Wu wei”.
Si impara ad agire senza sforzo, in modo spontaneo, intuitivo. Senza nessun desiderio.

La “Via” del Tao – dell’armonia – é anche il viaggio della vita che ogni tanto ci conduce sui sentieri antichi del pellegrinaggio.
Queste stradine ricalcano gli invisibili canali del Qi cosmico che attraversano la terra come vasi sanguigni o come i meridiani del corpo umano.

Una “rete” di fili energetici collega così le vette dei monti sacri cinesi ad altri vortici d’energia: sorgenti d’ “acqua madre”, caverne tempio e altri angolini magnetici della natura.
Per riconoscere questi “sentieri viventi” ci si dovrà prima di tutto “svuotare” e trasformarsi in “corpi antenna” con le posizioni canoniche del Qi Gong.
Il nostro corpo “gioca” allora a fare l’albero: spalle e ventre rilassati, braccia e gambe leggermente divaricate.
Mani al cielo per assorbire il Qi celeste e piedi radicati a terra per “ciucciare il latte” della Terra.
Per assorbire l’energia del mondo si dovrà ogni tanto camminare a piedi scalzi e spogliarsi nudi per fare un bel “bagno di foresta”.

In cima al monte taoista T’ai Shan, un collinone alto 1600 metri nello Shandong, ho visto i monaci taoisti praticare il misterioso “Zi fa Gong”: una danza autogena e sensuale che provoca il “trance”.
Il corpo assume posizioni contorte come i pini centenari. Si scuote e si impenna per “volare”.
Urla e striscia a terra come una bestia selvaggia. Nelle foreste che circondano il Wudang Shan, monte sacro dell’Hubei, gli eremiti che vivono attorno al “Tempio d’oro” della vetta, praticano l’arte del “bagno di foresta”.

L’idea é di sparire per un mese all’anno in un bel bosco.
Pini e cipressi secolari sono centraline di Qi cosmico e possono agire come vasi comunicanti che riversano energia benefica a chi saprà fare il “Qi Gong arboreo”, una vera “pranoterapia verde”.
Per assorbire i raggi verdi irradiati dalle piante si dovrà scegliere prima di tutto una pianta sana di media età (300 – 400 anni) e acccostarsi con sensibilità.
Le gambe sono leggermente piegate, i piedi arricciati.
Con la pianta del piede si potrà assorbire lo Yin Qi della terra. Le mani all’altezza dei fianchi saranno invece rivolte all’albero per “ciucciare” nel momento dell’inspirazione il Qi verde e salutare ed espellere, durante l’espirazione, il Qi organico esaurito.
Ci si può anche massaggiare ai tronchi piu’ nodosi per armonizzare la circolazione del Qi e rivitalizzarsi.

Il cuore rosso dell’Australia
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Uluru – la montagna dei segni – é un monolito di roccia rossa che si drizza per ottocento metri nel cuore del deserto australiano.
E’ il monte sacro venerato dalla tribù aborigena dei Pitjantjatjara.
Ci spiegano che Uluru – la montagna dei “segni” – ” non é solo una montagna, ma é nostro padre e nostra madre.
E’ il luogo magico delle forze e delle visioni che germogliano dalle pietre”.
“Luru” nella lingua indigena sono chiamate le incisioni che decorano armi ed utensili e che assomigliano ai geroglifici disegnati dall’acqua, dal sole e dai venti sulle roccia rossa di Uluru.
Montagna magnete che irradia energia.

“Insanguinata” perchè ha partorito gli Anangu sterminati dal genocidio dell’uomo bianco – il feroce “piranpa”.
Gli aborigeni si sentono imparentati con creature polimorfe, metà uomo e metà animali, dotate di poteri straordinari: “Kalayamati” é l’uomo emu, “Mynyama Tyala” la donna ape.
Progenitori della razza umana.

Uluru é ricca di tesori: a Nord, tra rocce umide e “femminili”, c’é una sorgente d’acqua piovana protetta dal serpente “Mutidjula”.
E la caverna vagina, luogo iniziatico, dove vengono istruite le “fanciulle che fioriscono” col primo mestruo.
Luogo tabu’ profanato dai turisti.
Ci dicono le donne aborigene: “Quando un uomo ignorante entra nello spazio sacro delle donne, le violenta tutte… non solo le donne Anangu ma anche tutte le altre donne del mondo!”.
Rivolta a mezzogiorno c’é la parte maschia con i suoi monoliti falli.
Qui si apre la voragine di “Kundji”, porta del paradiso, dove i cacciatori si ritrovano a danzare in trance.
Le rocce sono affrescate con disegni di soli che irradiano raggi di luce. I colori – gialli, ocra, aranci – sono incollati col sangue dell’artista alle rocce “insanguinate”.
Carni vive di Uluru.

Uluru – Ayers Rock – é purtroppo anche il simbolo turistico dell’Australia da bere e le migliaia di turisti che visitano il tempio montagna non rispettano certamente le regole degli aborigeni: la montagna sacra non si deve scalare.
Non si deve fare il bagno nella sorgente sacra.
Non si devono profanare i luoghi ” tabu’ “.
Uluru é al centro di un “mandala” di monti radioattivi che sono anche i libri di storia piu’ antichi del mondo.

I vortici di Sedona
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La geobiologia é la scienza che studia la “risonanza della macchina umana” immersa nel campo di forza creato dall’irraggiamento cosmico e gravitazionale della Terra. Ci sono luoghi speciali dove si registrano anomalie elettromagnetiche o del campo gravitazionale.
O dove “chaneler” e sciamani sentono muoversi invisibili energie “mistiche”.
Questi “vortici” di energia spirituale sbocciano da terre sacre scelte da sempre come templi per la preghiera e la meditazione.

Sedona, cittadella dell’Arizona, é la capitale americane della nuova spiritualità della New Age.
E’ cresciuta in pochi anni come un fungo, da quando sono iniziati avvistamenti di Ufo e si sono manifestate altre strane presenze attorno ai “monti sacri”.
Il deserto di Sedona con i suoi canyons e le sue rocce rosse erano i paradisi degli indiani Yavapai e Apaches che una volta frequentavano queste terre sante per edificare “ruote della medicina” e per celebrare i “Powwow”.
Oggi, dopo il genocidio, gli ultimi Apaches sopravvivono confinati nella triste riserva di Camp Verde.

Per gli Apaches il deserto di Sedona é una terra magica: ai quattro angoli segreti ci sono “vortici” d’energia mistica. Quello di Bell Rock é in cima ad un montagnone rosso dove dimora la Dea della Terra.
Si sale facilmente in vetta e nella posizione del loto ci si abbandona alla forza rigenerante dei mulinelli d’energia che si sprigionano dalla roccia.
Gli indiani credono che la montagna sia “gravida di luce” e che all’interno ci sia una miniera di cristalli bellissimi. Altra centralina “esogetica” – che irradia energia esoterica ed energetica – é il “Boynton Canyon”.
Si cammina per due ore seguendo un torrente secco per arrivare a un’arena tra rocce a strapiombo.

Qui si raccoglie un’energia che gli sciamani apaches vedono condensarsi in turbinii di polveri fosforescenti a forma di dei alati o fanciulle albero. Il vortice più accessibile é quello dell’aeroporto di Sedona: qui si può fare la “meditazione del sole” godendosi i più bei tramonti che insanguinano rocce antropomorfe, canyon e deserti persi all’infinito.
“Cathedral Rock” é la montagna più famosa dell’Arizona: le rocce imbottite di ferro agiscono da potenti magneti e creano “vortici” d’energia che “purificano, disintossicano e rivitalizzano”.

I “cacciatori di vortici” che gironzolano attorno a Sedona sono chiamati “Guerrieri dell’Arcobaleno” o “Guerrieri del Silenzio”.
Appartengono a quella tribu’ cosmopolita e giramondo che viaggia alla ricerca dei luoghi di potere.
Tra loro ci sono i nuovi guru della New Age, sciamani dal “viso pallido”, turisti verdi, ecosofi e nuovi turisti.

Fonte: www.fiorigialli.it