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L’inno alla Parola Madre

Il principio vivificatore nel mondo vedico

Questo inno, sebbene il termine vāc non vi compaia mai, è il canto più splendido mai dedicato a questo principio femminile, la  devī del potere supremo, che sarà in seguito conosciuta con il nome di  śakti.

Vāc fu prima di tutta la creazione, prima che qualunque essere venisse in essere. Fu lei a iniziare il processo creativo. Per poter comprendere appieno il significato delle prime due stanze è necessario immergersi a fondo nel mondo vedico. I versi di singolare bellezza affermano in cadenze solenni che la Parola occupa nell’intero pantheon vedico non solo il primo posto, ma un posto unico, poichè la sua natura non può essere paragonata a quella di nessun altro essere, creato o increato che sia.

La Parola non è solamente parte integrante del sacrificio, è anche la regina cui si deve omaggio in ogni sfera e che, esprimendo se stessa in forme diverse, resta essenzialmente l’unica Parola che preserva l’unità di tutti i culti.

Vāc è il principio vivificatore in tutti gli esseri, anche se essi non riconoscono questo fatto; è il vento, il respiro della vita; è madre, attenta ai bisogni sia degli Dei che degli uomini, e concede, benigna e libera, doni e favori a tutti. Essa, che esiste da tutta l’eternità, rivela il il Padre e per amore delle creature lo “genera”, altrimenti egli rimarrebbe completamente avulso da loro e non-esistente.

Milena Carrara Pavan (Tratto da I Veda, Raimon Panikkar, BUR Rizzoli)

DEVI SUKTA -L’INNO ALLA PAROLA MADRE – RG VEDA CXXV

1. Con i Rudra e con i Vasu mi desto e con gli Aditya e con gli Dei cammino.
Io sono il supporto di Mirta e Varuna, di Indra, di Agni e degli Ashvin.

2. Io animo il Soma eccitante, io sostengo Tvastar, Pusan, e Bhaga.
Io accordo il successo a chi offre il sacrificio, al devoto e all’iniziato al Soma.

3. Io sono la sovrana, la detentrice di tutti i beni, la sapienza, l’adorabile.
Io entro in ogni luogo e in molte forme, ovunque mi disponga il divino creatore.

4. Io nutro la creatura che vede, che respira, che ascolta parole sensate.
Gli esseri abitano in me, sebbene non mi vedano: mi ascoltino, dunque, io sono la verità.

5. Da me provengono le parole e le storie che gli uomini e gli dei amano ascoltare.
L’uomo prediletto da me prospererà, io lo faccio sacerdote, saggio, profeta.

6. Io tendo l’arco divino, io colpisco l’empio che infanga la parola.
Tra la gente sollevo la lotta e riempio la terra e il cielo.

7. Io provengo dal profondo delle acque oceaniche, io porto Dio alla vetta del mondo.
Mi espando nei mondi e in tutte le creature, e la mia fronte tocca il più alto dei cieli.

8. Il mio respiro è potente come il vento e la tempesta, con esso dispongo i mondi e gli esseri.
Al di sopra della terra e dei cieli io domino con luminosa potenza e vastità.