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L’abbandono della volontà personale

Vi presentiamo un brano dalle ‘Istruzioni spirituali’ (cap. 3) del grande mistico cattolico del XIII secolo, Meister Eckart.

“Gli uomini dicono: «Ah! Signore, davvero vorrei essere in buon rapporto, in devozione e in pace con Dio (…)», oppure: «Non sarei sereno a meno di essere qui o là, o di fare questo o quello; devo vivere in terra straniera, o in eremitaggio, o in un monastero».
In verità, in ciò sta il tuo io, e null’altro. È la tua ostinata volontà personale (…): mai sorge in te l’inquietudine senza che ciò derivi dalla tua volontà personale (…).
Quando pensi che si debbano fuggire certe cose e ricercarne altre, certi luoghi o certe persone, certi modi d’essere o certe opere, ciò non avviene perchè tali cose o tali modi ti ostacolino, ma perché tu stesso ti sei di ostacolo nelle cose, non avendo un corretto rapporto con esse.
Perciò devi cominciare da te stesso e abbandonare te stesso.
In verità, se non fuggi prima te stesso, dovunque tu fugga troverai ostacoli e inquietudine.
Chi cerca la pace (…) deve prima di tutto abbandonare se stesso: così abbandona tutte le cose.
In verità, se un uomo abbandonasse un regno o il mondo intero e mantenesse se stesso, non avrebbe abbandonato proprio nulla. (…)
Soltanto chi abbandona la propria volontà e se stesso, ha abbandonato davvero tutte le cose (…).
Poichè solo ciò che non vuoi più neppur desiderare, tu lo hai veramente lasciato e abbandonato per amor di Dio.
Per questo Nostro Signore dice: «Beati i poveri in ispirito», ossia nella loro volontà. (…) «Chi vuole seguirmi, rinunci prima a se stesso».
Tutto dipende da questo.
Vigila dunque su di te, e non appena trovi te stesso, rinuncia al tuo io”.