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[Medicina sacra] Il mito di Asclepio

Tratto dal sito: www.elicriso.it

Era in quel tempo Coronide, figlia di Flegia re dei Lapiti, l’amante del dio Apollo. Narrano le leggende che un giorno il dio, dovendosi allontanare da Coronide, ne affidò la custodia ad un corvo dalle penne candide come la neve. Coronide, che era attratta da Ischi figlio di Elato, approfittò dell’assenza di Apollo per accogliere nel suo letto Ischi. Il corvo, che aveva assistito alla scena, corse subito da Apollo per avvertirlo di quanto stava accadendo e questi, accecato dalla gelosia, uccise Coronide ed il suo amante scoccando dal suo arco due frecce: una per l’infedele a l’altra per il suo amante (secondo un’altra versione fu Artemide ad uccidere Coronide su richiesta di Apollo).

Coronide in punto di morte rivelò ad Apollo che era incinta e che il bambino sarebbe dovuto nascere di lì a poco. A quel punto Apollo, stravolto dal dolore per il gesto che aveva compiuto, per prima cosa maledisse il corvo che con tanto zelo lo aveva avvertito ma senza dirgli come stavano esattamente le cose condannando lui e tutta la sua progenie ad avere le penne nere come la notte. Secondariamente trasse dal grembo materno il figlio ancora vivo e lo strinse tra le braccia (secondo altre versioni fu Ermes che trasse il neonato dal grembo materno fu esortazione di Apollo).

Il fanciullo venne chiamato Asclepio e fu affidato dal padre alle cure ed agli insegnamenti del saggio centauro Chirone presso le pendici del monte Pelo, dove abitava il centauro.
Re Flegia, il padre di Coronide, saputo della morte della figlia, accecato dall’ira, si recò con il suo esercito a Delfo e distrusse il tempio dedicato ad Apollo che per vendicarsi dell’oltraggio subito, scagliò contro Flegia una delle sue frecce, uccidendolo.
Nel frattempo Asclepio cresceva forte e saggio grazie agli insegnamenti di Chirone e più passava il tempo e più diventava abile e sapiente nell’uso dei medicamenti e dei ferri chirurgici tanto che decise di mettere a disposizione di tutte le persone che soffrivano per malattia, le sue conoscenze.
Un giorno Asclepio ricevette in dono da Atena due fiale: una contenente il sangue colato dalle vene della parte sinistra del corpo della Gorgona Medusa che aveva il potere di resuscitare i morti; un’altra con il sangue che era colato dalla parte destra dello stesso corpo ma che aveva il potere di dare la morte.
Asclepio iniziò ad usare questo sangue e furono in molti a beneficiare di questo straordinario dono: Licurgo, Capaneo, Tindareo, Glauco, Ippolito, e tanti altri che furono riportati in vita.
Tutto procedeva per il meglio fino a che Ade, che regnava sul mondo dei defunti si recò da Zeus per chiedergli di fermare Asclepio perchè a suo giudizio stava sovvertendo l’ordine naturale delle cose e le leggi stesse della natura. Zeus, dopo averlo attentamente ascoltato, gli diede ragione e decise che l’operato di Asclepio doveva essere interrotto e così scagliò su di lui le sue folgori, uccidendolo.
Apollo, appresa la morte del figlio e disapprovando il comportamento di Zeus, si recò presso la dimora dei Ciclopi, che avevano il compito di creare le folgori per Zeus, e li uccise tutti.
Asclepio dopo la morte, fu premiato da Zeus che per la sua saggezza lo elevò al rango di divinità, facendogli innalzare templi e statue.
Zeus fece di lui una costellazione, la costellazione di Ofiuco (Ophiucus) dal greco “ofiókos = colui che tiene il serpente”: la si vede a partire dal mese di maggio e fino a settembre e si rappresenta come un uomo che tiene tra le mani un serpente e per questo motivo viene anche chiamata Serpentario.

Ad Asclepio gli furono consacrati i serpenti. Una leggenda racconta infatti che un giorno mentre pensava su come resuscitare Glauco (figlio di Minosse e Pasifae) teneva in mano un bastone sul quale un serpente cercò di salire.
Asclepio, infastidito, lo uccise a bastonate. Poco dopo arrivò un altro serpente che appoggiò sulla testa del serpente morto un’erba e questo resuscitò. Allora Asclepio prese quella stessa erba e con essa riportò alla vita Glauco. Da qui probabilmente l’associazione del serpente con Asclepio.
Ad Asclepio fu consacrata la scienza della medicina e gli furono innalzati templi e statue e rapidamente il suo culto si diffuse ovunque nel mondo conosciuto diventando il padre della medicina.
Per i romani il culto di Asclepio divenne il culto di Esculapio, introdotto nel 293 a.C. per ordine dei Libri Sibillini per far cessare una terribile epidemia.