Sibilla - Copia

di Renata Contini

La montagna da sempre è carica di un simbolismo profondo e pregnante ed è stata rivestita di sacro da tutte le religioni e da tutte le culture del mondo che la consideravano come la dimora delle divinità. Il monte Kailas, che la mitologia induista identifica col Monte Meru in India, l’Olimpo in Grecia, il monte K¬ouen-Louen in Cina, Uluru la montagna degli aborigeni in Australia, il monte Sinai nella storia di Israele, sono luoghi di congiunzione tra cielo e terra, mete di incontro di una realtà trasformante.

Il monte Sibilla, ai confini tra Umbria e Marche, considerato uno dei contesti naturalistici più incontaminati e suggestivi del centro Italia è anch’esso luogo dove il pensiero mitico ha generato fin dall’antichità contenuti simbolici universali che affondano le sue radici nel mistero del femminile come rappresentazione della coscienza e della sua lotta alla ricerca della verità.
E’ il mito di un processo iniziatico in cui la donna acquisisce il suo potere fecondo attraverso tappe dolorose di morte-rinascita, necessarie prima di arrivare alla liberazione. Meta che raggiunge guidata dall’esperienza del suo intuito che diventa la forza della sua anima fino a generare nel suo ventre il fiorire della vita.

Ed è in questo contesto mitico e ambientalistico di straordinaria bellezza che mi sono ritirata a vivere per molti anni, alla ricerca della mia identità più profonda.
Un’esperienza non facile e non priva di insidie, ma sempre vissuta con forte intensità e sincera passione, che mi ha formata nel carattere e trasformata nel profondo.
E ancor oggi che vivo lontana, questa montagna rimane per me il mio ‘amato mistero’ di cui sento fortissimo il richiamo ogni qual volta la mia anima selvaggia ha bisogno di rigenerarsi.
E così ritorno…e ritrovo ciò che ho lasciato nella memoria e nello spirito di ogni elemento mentre il mio io rapito si acquieta, fino a fondersi in spazi infiniti di luce e consapevolezza.

*****